L’impiantistica? Un settore in continua crescita ed espansione in Italia, con cifre che toccano i 120 miliardi di euro: è quanto emerge dal “IV Rapporto Congiunturale e Previsionale sugli Impianti nel Settore delle Costruzioni in Italia” a cura del CRESME con la collaborazione di CNA Impianti, ANIMA, ANGAISA e presentato a Milano nel corso della 41esima Mostra convegno Expocomfort.

Lo studio ha lo scopo di fornire agli operatori del mercato una chiave di lettura delle dinamiche e delle caratteristiche di domanda ed evoluzione dell’offerta, prendendo in considerazione impianti termici, di climatizzazione e di ventilazione; impianti idraulici, idrico sanitari, impianti antincendio; impianti elettrici civili e industriali; impianti di telefonia e trasmissione dati; impianti di elevazione; sistemi automatici di apertura e chiusura; impianti di energie rinnovabili.

Nel 2017 la domanda da parte degli utilizzatori (inclusi i lavori di imprese non specializzate e/o dal fai-da-te) è cresciuta del 5% rispetto a quanto registrato nel 2016, con una cifra stimabile di circa 60 miliardi di euro in più per gli investimenti effettuati nel settore. Il volume di affari della filiera impiantistica per l’edilizia (industrie, distributori, installatori) ammonta ad oltre 119 miliardi di euro.

Nel dettaglio, l’anno scorso le industrie hanno visto crescere il loro fatturato (+7%), la distribuzione (+4%) e l’installazione (+5%). A far da traino la domanda crescente di impianti in grado di rispondere a due requisiti clou: efficientamento energetico e sviluppo del comfort abitativo.

Sulla base di quanto rilevato, nel 2017 il giro di affari nel settore dell’impiantistica ha rivestito un ruolo di primaria importanza assorbendo il 46% delle risorse destinate all’edilizia, attraverso interventi di ammodernamento e manutenzione dell’esistente e di installazione nei nuovi fabbricati. L’esigenza di efficientare i costi puntando sul risparmio energetico è una delle principali chiavi di lettura della crescita nel settore dell’impiantistica.

In primo piano anche i benefici che il settore ha ricavato dagli incentivi fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica. Soltanto nel primo semestre 2018 gli investimenti incentivati hanno sfiorato i 28 miliardi di euro. Nel rapporto sono indicati gli scenari possibili a seconda che gli incentivi fiscali attualmente previsti possano essere prorogati, rimodulati o del tutto esclusi. In caso di mantenimento dei suddetti, lo studio prevede una crescita dell’impiantistica negli edifici: +3,6% nel 2018 e +3,4% nel 2019.
Nel caso in cui, invece, non si pervenisse ad un’ulteriore proroga per il 2019 (e anni seguenti) delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione interni alle abitazioni, il quadro complessivo degli investimenti muterebbe. In linea di previsione, qualora l’Agenda politica del nuovo Governo non dovesse dare il via libera alla proroga, secondo il CRESME si verificherebbe con buona probabilità “una rincorsa – e un favorevole risultato per il mercato – nel 2018 per rientrare nel campo delle agevolazioni e, successivamente una repentina perdita di quote di domanda nel 2019 (differenti sulla base del tipo e della funzione dell’impianto) e una minore vivacità di crescita (+4,6% nel 2017 e -8,0 % nel 2019)”.

Infine, un ulteriore dato che emerge dal rapporto è quello inerente l’occupazione nel settore dell’installazione impianti, in crescita a partire dagli anni ’90: i numeri dicono che da un iniziale 20% del 1991, si è passati ad un 33% di attori coinvolti nel 2015. È ragionevole pensare che questa percentuale continuerà a crescere in virtù delle dinamiche che coinvolgono il settore dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, dell’evoluzione dell’efficientamento energetico e della crescita del c.d. Internet of things.