Terna per ora rassicura gli Italiani, ma per evitare rischi bisogna puntare sull’efficientamento energetico

 

Temperature torride e condizionatori accesi in massa: preludio perfetto per un black-out. Il copione si ripete, puntuale, ogni estate.

Terna, l’operatore di reti per la trasmissione dell’energia elettrica, assicura per ora la regolare erogazione del servizio, ma in questi giorni diverse città italiane fanno i conti con interruzioni temporanee: Rimini, Riccione, Salerno e Venezia sono solo alcune.

Ed in effetti sono gli stessi grafici Terna, aggiornati in tempo reale, a registrare i picchi di erogazione: nulla a che vedere con i 60,5 GW record del 22 luglio 2015, ma superiori a quelli registrati in inverno per l’uso degli impianti di riscaldamento (il record per il 2018 è di 54.7 GW, il 28 febbraio).

Pochi giorni fa, il 2 agosto, sono stati erogati 57.2 GW di energia elettrica.

Ma se dovesse verificarsi un black-out, anche localizzato, quali sono i rischi? Soprattutto per le grandi aziende, un’interruzione anche minima nell’erogazione può causare danni rilevanti, soprattutto visto che la sospensione dell’alimentazione è accompagnata da sbalzi di tensione prima che il servizio torni regolare.

Tutti i dispositivi collegati alla rete elettrica potrebbero risentirne.

Per questo motivo razionalizzare le risorse energetiche dev’essere un impegno personale di ogni imprenditore: adottare sistemi di efficientamento energetico, che evitino cioè sprechi di energia e siano basati sui bisogni reali di alimentazione (il cosiddetto fabbisogno energetico), è un investimento sulla salute dell’azienda!