Le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie potrebbero ridursi all’inizio del prossimo anno: lo conferma la guida redatta dall’Agenzia delle entrate, recentemente aggiornata. Salvo un’eventuale proroga nella legge di bilancio 2020, a partire dal 1° gennaio del nuovo anno il cosiddetto “bonus ristrutturazioni” per i cittadini si ridurrà, tornando dall’attuale 50% sull’importo complessivo speso al 36%.

Ma procediamo per gradi.

 

In che consiste il “bonus ristrutturazioni”?

Il Testo unico delle imposte sui redditi (Dpr 917/86, art. 16-bis) ha riconosciuto ai cittadini che commissionano lavori edili e di recupero degli immobili un rimborso delle spese sostenute, sotto forma di detrazioni fiscali dall’Irpef. Inizialmente la Legge ha previsto una detrazione del 36%, a fronte di un importo massimo speso dal cittadino di €48.000,00; a partire dal 2012 (decreto legge n. 83/2012) il tetto di spesa è raddoppiato, giungendo a €96.000,00, mentre la percentuale detraibile è passata dal 36 al 50%: numeri confermati negli anni a seguire, fino appunto alla fine del 2019.

 

Quali immobili rientrano nel bonus?

I singoli appartamenti e le aree condominiali in comune.

 

Chi può richiedere il bonus ristrutturazioni? 

Chiunque sostenga effettivamente le spese detraibili: il proprietario, l’inquilino, il comodatario o il familiare convivente.

Due le condizioni essenziali: che l’inizio dei lavori venga comunicato ad Asl ed Enea, secondo le indicazioni specifiche dell’Agenzia delle entrate, e che tutti i pagamenti siano tracciabili (quindi effettuati con bonifico bancario o postale, dal quale risultino: causale di versamento, codice fiscale del committente e codice fiscale o partita Iva di chi esegue i lavori).

 

Quali tipologie di lavori sono detraibili?

Rientrano tra le spese beneficiarie del bonus gli interventi di:

Anche spese come l’acquisto dei materiali e gli oneri di urbanizzazione rientrano nel computo, purché non si sfori il limite complessivo di €96.000,00.

 

Come vengono erogate le detrazioni?

L’importo ammesso a rimborso verrà restituito al cittadino nell’arco di 10 anni, in altrettante rate di pari entità.

Per maggiori dettagli sul bonus ristrutturazioni e sulle relative procedure, vi consigliamo di leggere attentamente la guida dell’Agenzia delle entrate, chiara ed esaustiva.