27-02-2012
Ministero dello Sviluppo Economico ed Invitalia in collaborazione con Confartigianato organizzano il seminario informativo “Trasforma in energia le tue idee: il sostegno agli interventi di attivazione, rafforzamento e sostegno di filiere delle biomasse attraverso il D.M. 13 Dicembre 2011”.
L’evento si terrĂ il 28 febbraio 2012 alle ore 10.30 presso la Sala Convegni della Confartigianato Bari (Via N. de Nicolò 20) ed ha l’obiettivo di illustrare le caratteristiche del Bando Biomasse MISE DG IAI – Decreto 13 dicembre 2011. Il ministero dello Sviluppo economico, ha stanziato un fondo (finanziato con la Linea di attivitĂ 1.1 del Poi “Energie rinnovabili e risparmio energetico 2007 – 2013”) da 100 milioni di euro, destinato alle piccole e medie imprese della Campania, Sicilia, Puglia e Calabria.
Obiettivo: promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico e la riduzione degli impatti ambientali, attraverso agevolazioni in favore dei programmi di investimento riguardanti interventi di attivazione, rafforzamento e sostegno di filiere delle biomasse, che integrino obiettivi energetici di salvaguardia dell’ambiente e sviluppo del territorio attraverso il riutilizzo e la valorizzazione delle biomasse. All’incontro, che è dedicato ad associazioni, imprenditori e societĂ consortili interessati alle agevolazioni gestite dall’Agenzia per l’attivazione, il rafforzamento e il sostegno alle filiere nel settore delle biomasse, interverranno rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico, del Medio Credito Centrale e tecnici di Invitalia. Al termine degli interventi un ampio spazio al question time. La partecipazione all’evento è gratuita, previa pre-registrazione, tramite email da inviare all’indirizzo i.spezzacatena@confartigianatobari.it
26-02-2012
TITOLO: Le rinnovabili elettriche riducono il costo del ritardo sugli obiettivi di Kyoto
AUTORE: Gianni Silvestrini, Direttore Scientifico Kyoto Club
L’Italia ha accumulato nei primi quattro anni di conteggio di Kyoto un debito di oltre 700 milioni di euro. Conteggiando anche la quota attribuita all’Italia per la forestazione (quota che però va assicurata secondo le metodologie IPCC) il debito si ridurrebbe a 300 milioni di euro.
Questi dati, aggiornati al 2011, sono migliori rispetto agli anni passati e tengono conto del calo delle emissioni climalteranti dovuto alla crisi economica e ai positivi risultati sul fronte dell’efficienza e delle energie verdi.
In particolare, la produzione elettrica da rinnovabili nel periodo 2008-2011 (vedi grafici sotto)Â ha consentito una riduzione pari al 40% del taglio delle emissioni climalteranti rispetto al 1990 previsto per l’Italia (14 milioni di tonnellate/anno). Inoltre, ulteriori riduzioni delle le emissioni vengono dalla crescita del contributo delle rinnovabili termiche, dei biocombustibili e dai miglioramenti dell’efficienza energetica.
Va ricordato che l’obiettivo assegnato all’Italia come media nel periodo 2008-2012, è di 485 Mt CO2 eq, cioè il -6,5% rispetto alle 519 Mt del 1990. Nel 2008 le emissioni climalteranti erano arrivate a 542 Mt, mentre una prima stima sui valori del 2011 indica emissioni per 486 Mt.
Quest’anno, l’ultimo del periodo di Kyoto, il nuovo contatore del sito del Kyoto Club (vedi in alto a sinistra del sito internet) calcolerĂ il vantaggio economico dato dal calo delle emissioni climalteranti legato proprio all’aumento della produzione di rinnovabili elettriche.
La nostra stima indica che l’elettricitĂ verde dal 1° gennaio 2008 al 16 febbraio 2012, anniversario di Kyoto, ha giĂ contribuito a ridurre di 590 milioni di euro i costi di Kyoto.

L’incremento del guadagno dall’inizio dell’anno è di 31 milioni €, un valore che alla fine del 2012 dovrebbe portare il contributo delle rinnovabili elettriche in termini di riduzione delle emissioni a 800 milioni €. Senza questo contributo il debito per Kyoto sarebbe stato a fine 2012 di circa 1,5 miliardi €.

01-02-2012
Secondo una ricerca svolta dal settimanale Photon, specializzato nella tecnologia FV, il crollo dei prezzi dei moduli fotovoltaici avviene a velocitĂ vertiginose. A dicembre 2011 sono sono scesi di oltre il 5% in una settimana. La media dei prezzi dei moduli monocristallini è arrivata a 0,81 € per Watt di picco, mentre per il policristallino è di 0,80 €/Wp. Nel mercato asiatico, con l’esclusione del Giappone, la media di prezzo si attesta appena sotto a quella europea, 0,79 €/Wp.
Per il mercato tedesco l’analisi di breve periodo attesta una diminuzione dei prezzi negli ultimi sei mesi di oltre il 30%.
Nel mercato degli inverter si riscontra, al contrario, un leggero aumento dei prezzi. Dallo studio di Photon emerge che gli inverter fino a 5 kW sono ora a 0,29 €/W, gli inverter da 5 kW a 100 kW a 0,21€/W.
19-01-2012
Autore: Francesco Marghella
Ad oggi i due principali sistemi di incentivazione delle fonti rinnovabili elettriche diverse dal solare fotovoltaico sono il meccanismo di cap & trade dei certificati verdi e, per impianti fino ad 1 MW di potenza (200 kW per gli impianti eolici), la tariffa onnicomprensiva riconosciuta all’energia elettrica immessa in rete.
Tuttavia, il Decreto Legislativo 28/2011, con cui l’Italia ha recepito nel proprio ordinamento la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, ha modificato sostanzialmente l’assetto esistente.
A partire dal 1° gennaio 2013 scatteranno le nuove regole che definiranno un sistema incentivante basato sulle feed-in tariff, con aste al ribasso per gli impianti di taglia maggiore. Manca ancora, però, lo specifico decreto attuativo, atteso entro il 30 settembre 2011 e mai emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
CUMULABILITA’ DEGLI INCENTIVI: ASSETTO ATTUALE
In questa sezione si riportano le norme che regolano la cumulabilitĂ degli incentivi da certificati verdi e tariffa onnicomprensiva con altri tipi di incentivo.
Vige il principio di non cumulabilitĂ , con alcune eccezioni di seguito elencate.
Quadro legislativo attuale
La produzione di energia elettrica che ottiene i certificati verdi non può ottenere anche i titoli di efficienza energetica; inoltre la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da biodiesel, che abbia ottenuto l’esenzione dall’accisa, non può ottenere anche i certificati verdi.
La produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 30 giugno 2009, ha diritto di accesso ai certificati verdi o alle tariffe onnicomprensive a condizione che i medesimi impianti non beneficino di altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia, in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, assegnati dopo il 31 dicembre 2007.La suddetta regola generale prevede due eccezioni:
•   gli impianti alimentati a biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ottenuti nell’ambito di intese di filiera, contratti quadro, o filiere corte, possono cumulare i certificati verdi con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale o conto interessi con capitalizzazione anticipata, non eccedenti il 40% del costo dell’investimento;
•   gli impianti, di proprietà di aziende agricole o gestiti in connessione con aziende agricole, agroalimentari, di allevamento e forestali, alimentati a biogas e biomasse, esclusi i biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009, possono cumulare la tariffa fissa onnicomprensiva con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, non eccedenti il 40% del costo dell’investimento.
COSA PREVEDE IL NUOVO SISTEMA
Il D. Lgs. 28/2011 richiede al Ministero dello Sviluppo Economico di disegnare un nuovo sistema di incentivi sulla produzione elettrica da fonti rinnovabili, da approvare tramite decreto.
Dètta, inoltre, delle nuove disposizioni in materia di cumulabilità di questi incentivi con altri incentivi pubblici.
Vige ancora il principio di non cumulabilitĂ , con le eccezioni di seguito elencate.
Decreto Legislativo 3 marzo 2011 , n. 28 – Articolo 26 (CumulabilitĂ degli incentivi)
Il diritto agli incentivi è cumulabile, nel rispetto delle relative modalità applicative:•   con l’accesso a fondi di garanzia e fondi di rotazione;
•   con altri incentivi pubblici non eccedenti una percentuale del costo dell’investimento pari al:
- 40 % per impianti di potenza elettrica fino a 200 kW;
- 30% per impianti di potenza elettrica fino a 1 MW;
- 20% per impianti di potenza fino a 10 MW;•   per i soli impianti di potenza elettrica fino a 1 MW, di proprietà di aziende agricole o gestiti in connessione con aziende agricole, agro-alimentari, di allevamento e forestali, alimentati da biogas, biomasse e bioliquidi sostenibili, a decorrere dall’entrata in esercizio commerciale, con altri incentivi pubblici non eccedenti il 40% del costo dell’investimento;
•   per gli impianti ammessi alla futura tariffa incentivante e per quelli ammessi all’asta al ribasso, con la fruizione della detassazione dal reddito di impresa degli investimenti in macchinari e apparecchiature;
•   per gli impianti cogenerativi e trigenerativi alimentati da fonte solare ovvero da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, oppure di filiere corte, cioè ottenuti entro un raggio di 70 chilometri dall’impianto che li utilizza per produrre energia elettrica, a decorrere dall’entrata in esercizio commerciale, con altri incentivi pubblici non eccedenti il 40% del costo dell’investimento.
LA TRANSIZIONE AL NUOVO SISTEMA DI INCENTIVAZIONE
Il disposto normativo del D. Lgs. 28/2011 definisce uno schema per la transizione dal sistema attuale al nuovo sistema per gli impianti giĂ entrati in esercizio e per quelli che entreranno in esercizio entro il 31 dicembre 2012.
A partire dal 1° gennaio 2013 si intende superata la fase di transizione e tutti gli impianti entranti in esercizio in data successiva godranno del nuovo sistema di incentivazione, sempreché il già citato decreto di attuazione sia emanato in tempo dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Riguardo alla cumulabilitĂ degli incentivi, in assenza di una specifica da parte del legislatore, si deve fare riferimento, per tutto il 2012, alle norme del sistema in via di superamento.