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Le smart cities

05-01-2012

Autore: Francesco Marghella

Smart cities
Creare “città intelligenti” in Europa per migliorarne la vivibilità e la sostenibilità ambientale. Questo l’obiettivo del progetto European Smart Cities, portato avanti dal Centro per la Scienza Regionale dell’Università di Tecnologia di Vienna, l’Istituto di Ricerca per l’Abitazione, la Città e la Mobilità dell’Università di Tecnologia di Delft ed il Dipartimento di Geografia dell’Università di Lubiana.
Un progetto che punta a coinvolgere le cittĂ  di medie dimensioni, ove risiede la maggior parte della popolazione europea, che ben si prestano a diventare dei modelli in grado di coniugare competitivitĂ  e qualitĂ  di sviluppo urbano.

Il progetto
Al fine di delineare un quadro generale della situazione, si è proceduto a stilare una classifica delle città più “smart”, attraverso uno studio che ha coinvolto 70 centri urbani in tutta l’Unione Europea. La selezione è avvenuta su un campione di città con numero di abitanti compreso tra 100.000 e 500.000, almeno un istituto universitario ed inserite in un bacino demografico con popolazione inferiore a 1.500.000 persone. Un ulteriore criterio di selezione considerato è stata la presenza della città nel database del progetto pilota “Urban audit”, che ha garantito l’accessibilità ad una notevole quantità di dati.
La graduatoria delle 70 città-campione è stata poi definita sulla base del punteggio aggregato raggiunto nelle sei aree di studio: Economia, Mobilità, Ambiente, Persone, Qualità della vita, Politica. Per ciascuna area sono stati creati degli indicatori, in numero complessivo di 74.

I risultati
La città più intelligente in assoluto è risultata Lussemburgo, seguita da sei città scandinave, tra cui Aarhus e Turku. Le quattro città italiane in lizza, ovvero Trento, Trieste, Ancona e Perugia si sono piazzate rispettivamente al 45°, 49°, 51° e 52° posto della graduatoria assoluta.
Negli specifici campi si vede come Lussemburgo sia prima in Economia e solo 25° in Ambiente, area in cui primeggia Montpellier. Maastricht domina in quanto a Mobilità e Salisburgo per Qualità della vita.

Smart Cities and Communities Initiative
Nell’ambito dello Strategic Energy Technologies Information System (SETIS) della Commissione Europea, è stato adottato, nel 2008, il SET-Plan, che viene considerato il pilastro su cui poggia la politica energetica e climatica della UE per ciò che riguarda le tecnologie.
Attraverso l’implementazione del SET-Plan sarà possibile raggiungere, al 2020, gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 (-20% rispetto al 1990), di produzione di energia da fonti a basso contenuto di carbonio (20% del totale) e di riduzione degli usi di energia primaria ottenuti tramite interventi di efficienza energetica (-20% rispetto al periodo 2001-2005). Fermare il riscaldamento globale ad un aumento della temperatura di non più di 2° C, tagliando le emissioni di CO2 fino all’80-95% è, invece, l’obiettivo al 2050.
All’interno del SET-Plan sono state lanciate le European Industrial Initiatives (EII), ciascuna delle quali costituisce un progetto comune per lo sviluppo di tecnologie su larga scala, coinvolgendo insieme i mondi accademico, della ricerca e dell’industria europei.
Una delle EII, denominata Smart Cities and Communities Initiative, nasce per supportare le realtà urbane intraprendenti che intendono adottare misure ambiziose e pioneristiche, allo scopo di superare, a livello locale, gli obiettivi di politica energetica stabiliti in sede comunitaria per il 2020. La “fabbrica” delle città intelligenti, se coronata da successo, potrà essere usata come esempio concreto di come gli  investimenti in efficienza energetica e in riduzione delle emissioni di gas serra possano influire positivamente sulla qualità della vita dei cittadini e sullo sviluppo economico della comunità urbana.
Il 21 giugno 2011 si è tenuta a Bruxelles la conferenza per il lancio dell’iniziativa. Dal 20 luglio al 1° dicembre è rimasto aperto il bando per proporre la propria candidatura da parte degli enti territoriali. La valutazione è prevista per gennaio-febbraio 2012. Per la partenza dei progetti si dovrà attendere l’estate 2012.

Le cittĂ  italiane candidate
Bari, Genova e Torino sono le tre candidate italiane a diventare smart city. Le rispettive amministrazioni intendono così avviare un processo virtuoso che dovrebbe portarle, al 2020, a raggiungere l’obiettivo di riduzione di emissioni di gas climalteranti del 40% rispetto al 1990, in questo sostenute dai fondi europei che saranno erogati a partire dal 2012.
In qualità di aderenti al Patto dei Sindaci, con il quale si sono impegnate ad incrementare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori, le tre città hanno già adottato un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), ovvero un documento di programmazione che definisce le linee d’azione da intraprendere per superare l’obiettivo minimo di riduzione delle emissioni di carbonio entro il 2020.
L’esito positivo della candidatura rappresenterebbe un ulteriore, decisivo passo verso la condivisione dell’impegno in modo sinergico tra istituzioni e imprese, con iniziative destinate a coinvolgere direttamente le aziende, gli enti di ricerca ed i cittadini.

 

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